Provincia di Arezzo

01 02
Committente:
Provincia di Arezzo

Incarico:
Variante alla S.P. 14 delle Miniere agli abitanti di Porcellino e S. Barbara

Ubicazione dell'opera:
Comune di San Giovanni Valdarno e Cavriglia

Prestazioni rese:
Progetto Definitivo
Descrizione del progetto:
L'intervento prevede la realizzazione della variante stradale alla S.P. n° 14, in località S. Barbara, che mostra una elevata pressione edificatoria, sull'asse viario che collega la Città di S. Giovanni Valdarno con il comune di Caviglia. Lo scopo è quello di realizzare una nuova viabilità, di rango superiore a quella attuale, che permetta ai traffici, anche commerciali e pesanti afferenti la Centrale Termoelettrica ENEL di S. Barbara, di non procedere in promiscuità di quelli propriamente urbani. La strada esistente mostra numerosi accessi privati e attraversamenti pedonali e non dispone di larghezza tale da ospitare corsie specializzate per la pedonali, ovvero per la svolta. La sezione adottata ai sensi del D.M. 5 Novembre 2001 è del tipo “C1”, con larghezza della piattaforma stradale di 10,50 m, (2 corsie da 3,75 m, e banchine da 1,50 m) Il tracciato in progetto si sviluppa per circa tre Km, in riva destra del Borro S. Cipriano, lambendo un rilievo naturale nel margine agricolo prima della parte boscata che si trova più a monte. I temi centrali che hanno impegnato maggiormente la progettazione sono:
1. quelli legati alla risoluzione delle intersezioni a rotatoria con la viabilità attuale;

2. quelli, geotecnici relativi ad un corpo di frana rilevato in prossimità del tracciato;

3. quelli d'interferenza con la ferrovia Enel e con elettrodotti in uscita dalle sottostazioni della centrale Enel;

4. quelli legati alla necessità di assecondare piani di urbanizzazione pregressi nelle aree limitrofe all'intervento.

5. Le intersezioni sono tutte del tipo a rotatoria, con la particolare conformazione di una delle due, che mostra una geometria piuttosto allungata, con curvature inverse, in modo da funzionare come elemento moderatore della velocità, ed al tempo stesso fornisce lo spazio necessario per l'inserimento di un innesto di una strada secondaria senza disturbare le uscite dei rami principali. Ai fini del dimensionamento delle rotatorie è stato condotto uno studio sui flussi di traffico attuali, per la ricostruzione di una matrice O/D di nodo, perla valutazione degli effettivi carichi sugli archi della rotatoria.

6. Il tracciamento dell'asse, che è stato geometrizzato nel rispetto della normativa, è stato pensato in modo da minimizzare l'interferenza con un corpo di frana che, seppur inattivo, ha necessitato di attenzione. Il corpo del rilevato in quel tratto dispone di particolari opere di drenaggio in modo da evitare superfici di scorrimento preferenziali. Non sono previsti scavi se non limitatamente alla rimozione dello strato di coltre vegetale necessario per il posizionamento del basso corpo di rilevato. La disposizione degli strati del rilevato stesso è conformata a gradoni, rivestiti di geotessile, con piani inclinati in contropendenza del 2%.

7. Con il tracciato interferisce un raccordo ferroviario industriale di proprietà Enel, del quale è prevista la dismissione, che è risolta con passaggi a livello, Tale condizione risulta provvisoria, in quanto tra poco tempo il raccordo verrà dimesso, dopo che saranno terminati i lavori sull'area di coltivazione della miniera di lignite Enel. La geometrizzazione dell'asse ha coniugato le esigenze di rispetto della normativa stradale, con la mitizzazione delle interferenze con i numerosi elettrodotti di distribuzione della Centrale Termoelettrica.

8. Per due delle aree confinanti con il corridoio d'intervento erano avviati, prima dell'inizio della progettazione, procedimenti autorizzativi di urbanizzazione a fini residenziali e sportivi. Il progetto ha cercato di coniugare tale esigenza fornendo supporto decisionale alle amministrazioni comunali interessate per la risoluzione dell problematiche connesse.

Complessivamente il tracciato si presenta come un'alternanza di tratti in trincea ed in rilevato, in modo da mitigarne l'impatto paesaggistico, attraverso una serie si interruzioni di visuale della piattaforma. Le opere di attraversamento sono limitate a quelle di tipo idraulico, due delle quali ricadono nella prima rotatoria che è posta “a cavallo” del Borro S. Cipriano, presentando così nel suo centro, i corso d'acqua. Per le opere di attraversamento idrico è stata condotta una verifica idraulica sulla massima piena con tempo di ritorno di 200 anni, che ha permessi di garantire un franco minimo sull'intradosso dell'opera stessa. La seconda opera di scavalco del Borro S. Cipriano dispone di tre luci, delle quali le due laterali sono utilizzate per il passaggio di due piste ciclabili perifluviali. Le opere di attraversamento stradale, sono relative alla ricucitura della viabilità locale, che non dispone di attraversamenti diretti sulla nuova strada.